LIBRE a Palazzo Bentivoglio

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La mattinata è cominciata con un discorso di Cristian Fabbi direttore dell’Azienda Servizi Bassa Reggiana, che ha presentato LIBRE ed il contesto nel quale è nato questo progetto, gli autori ed i coautori del libro “becco d’aquila”. La Fondazione Museo Antonio Ligabue con le attente parole di Livia Bianchi ha spiegato le motivazioni del sostegno che la Fondazione ha dato a questo progetto editoriale. Il sindaco di Gualtieri Renzo Bergamini ha sottolineato il valore della collaborazione per la cultura e l’educazione, eccezionalità del nostro territorio.

Infine Gian Luca Torelli ha raccontato come è nato questo libro, dall’incontro con l’autore all’importanza della comunicazione attraverso le immagini, di quanto sia importante parlare di Antonio Ligabue a bambine e bambini ma sopratutto agli adulti sia per la contemporaneità della tematica delle “differenze” sia per riscoprire la genuinità della sua persona.

L’autore ha poi disegnato e firmato le prime copie del libro con tigri e aironi di china, timbrando i volumi con un ex libris prodotto appositamente per i Bibliodays 2015.

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raggiungere la sintesi è difficile, dice Torelli sull’autore, vorrei farvi vedere tutti i disegni che ha fatto Giuseppe, volevo fare una mostra… ha provato e riprovato, cancellato strappato e incollato, per arrivare a qualcosa che sembra semplice

 

C’è un filo sottilissimo di china tra Antonio e la sua ombra, che è un’aquila, un filo tra ciò che è e ciò che vorrebbe diventare… dice Torelli, mostrando la copertina e continua …Antonio è uno specchio, ha questo potere… ti ci puoi vedere dentro.

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Poi racconta un episodio durante il quale, dopo aver raccontato la storia di Ligabue, una bambina straniera gli confessa di essersi sentita alienata ed emarginata dalla gente, di essere stanca dei giudizi: cosa vogliono da me? Io sono io.

Sembrano le parole nello specchio di Antonio Ligabue.